10/12/2010

La Via Francigena del Sud e i cammini d’Europa

Scritto da prof. giuseppe piemontese
Martedì 30 Novembre 2010 10:25

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Nei giorni 27 e 28 Novembre 2010 si è tenuta presso  San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo la Borsa internazionale del Turismo religioso, che ha visto la presenza di numerosi operatori turistici provenienti da tutte le parti del mondo, dagli Stati Uniti alla Francia, dalla Germania all'Italia, dalla Polonia alla Russia, alla Gran Bretagna.


A organizzare il tutto la BitRel, che con il Progetto "La via Francigena del sud e i Cammini d'Europa", intende rilanciare il turismo dell'area foggiana, un territorio ricco di storia, arte e tradizioni.

A qualificare l'iniziativa non sono mancati i patrocini di importanti operatori turistici, fra cui l'Enit, l'Opera Romana Pellegrinaggi, l'Astoi (tour operator), il Centro internazionale di studi sull'economia turistica, la Società italiana di scienze del turismo.

Lo scopo della BitRel, (e successivamente anche di Bitrel365) è quello di rilanciare il turismo spirituale, culturale, naturalistico ed enogastronomico dell'area foggiana, un territorio straordinario impreziosito da santuari e cattedrali, antichi cammini, borghi storici, foreste, parchi, arte e archeologia, che legano le bellezze del mare alle splendide risorse delle zone interne.

Durante le due tavole rotonde tenute rispettivamente a San Giovanni Rotondo e Monte Sant'Angelo si è posto l'accento sull'importanza storico- culturale della Via Francigena del Sud, che volgarmente viene identificata con la dizione ormai divenuta popolare come Via Sacra Langobardorum, proprio per quell'identità storico-culturale che vuole la presenza dei Longobardi sul Gargano, che ha determinato la diffusione del culto micaelico in Italia e in Europa e ha favorito lo sviluppo del pellegrinaggio micaelico fra Occidente  ed Oriente, facendo si che esso fosse da ponte fra il mondo bizantino e il mondo latino.

Non per altro su questo asse della civiltà longobarda in Italia si giustifica la richiesta della candidatura di Monte Sant'Angelo, con i centri longobardi dell'Italia centrale e settentrionale, a diventare Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

Ma al di là delle differenziazioni di denominazioni, quello che si è affermato nelle due giornate di convegno è la volontà di determinare innanzitutto i percorsi storici della Via Francigena del Sud, che nella valutazione degli storici ha due precise direttive di camminamento che portavano entrambe verso il Santuario di San Michele sul Gargano: quella che proveniva da Benevento e si dirigeva verso le città di Troia, Lucera, Foggia, Siponto e Monte Sant'Angelo, chiamata in età medievale come Via Francigena o Via Francesca, e quella che attraversava i territori di San Severo, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, la valle di Carbonara e infine Monte Sant'Angelo, che nell'Alto Medioevo, al tempo della divisione del ducato di Benevento da quello di Salerno (849), veniva identificata come la Via Sacra dei Longobardi.

Su questi camminamenti si concentra il Progetto "La Via Francigena del Sud e i Cammini d'Europa", il cui scopo è quello di promuovere la costituzione di un Sistema Turistico basato sull'integrazione di un'offerta culturale, turistica e commerciale che promuova la Capitanata.

La Via Francigena del Sud, lungo la quale anticamente andarono consolidandosi le vie degli interscambi culturali ed economici interne alla aree del Mezzogiorno, è il percorso sul quale oggi si innestano i percorsi delle popolazioni agroalimentari, enogastronomiche, artigiani della Daunia.

La presenza dell'amministratore delegato dell'Opera Romana Pellegrinaggi padre Caesar Alimsinya Acuire è stata qualificante, in quanto il relatore ha posto l'accento sulla operatività che il Progetto deve avere e promuovere, senza ormai perdere tempo nei tanti convegni che si stanno organizzando. Il relatore ha posto l'accento su aspetti concreti del Progetto, quali la ricettività dei pellegrini e dei turisti, la determinazione dei sentieri e dei cammini, la dislocazione dei punti di accoglienza e di ristoro, la formulazione di mappe del territorio, ecc. Inoltre ha posto l'accento sulla identità dei cammini della Via Francigena del sud, senza copiare quelli del Cammino di Santiago di Compostela, in quanto gli aspetti storici sono differenti, non omologabili sul piano antropologico e culturale.

Infine si è discusso molto sulla opportunità di creare "sistema", cioè la collaborazione fra Enti pubblici, come i comuni, la provincia, la regione e i privati, fra cui gli operatori turistici ed economici, i quali sono gli unici protagonisti del sistema paese e del territorio. Solo se il territorio, con la sua popolazione, ha la coscienza di far parte di un progetto, di un sistema integrato fra la storia del proprio territorio e le potenzialità culturali ed economici di esso, si può sperare in un futuro migliore.

Ricostruire i cammini della storia, rapportandoli al presente, non è tuttavia cosa facile. C'è bisogno di una concomitanza di sinergie tali da coinvolgere l'intera popolazione del territorio su cui cade il Progetto, che ha come sua finalità quello di gestire il grande flusso turistico che si svolge specialmente lungo le due direttrici viarie di San Giovanni Rotondo e di Monte Sant'Angelo, poli ambivalenti del turismo religioso e culturale della Daunia.

Per fare questo c'è bisogno di attivare strategie innovative di marketing territoriale, sostenere la crescita di competenze e lo sviluppo delle imprese attraverso la "qualità", valorizzare la formazione come risorsa strategica per l'acquisizione di know how, favorire la creazione di nuove imprese e buona occupazione, realizzare infrastrutture di servizio lungo l'antica via dei pellegrinaggi.

 

 

22:34 Scritto da: penisolabella | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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